Chiude la Simat Abrasivi
04 Nov 2008 
TORINO
La Simat Abrasivi, che produce mole abrasive per l''industria metalmeccanica, è stata messa in liquidazione e chiuderà entro l''anno lo stabilimento di Grugliasco. I sindacati hanno chiesto un anno di cassa integrazione per i 31 operai e i due impiegati, ma l'azienda ha intenzione di mettere tutti i dipendenti in mobilità a partire dal 15 dicembre. Giovedì mattina è fissato un nuovo incontro all'Unione Industriale.
Filipe · 168 views · Leave a comment
Ora si inceppa il sistema Torino
04 Nov 2008 
Almeno 35 mila posti a rischio. Epifani: andiamo verso lo sciopero
M. CASSI e M. TROPEANO
TORINO
Uno sciopero contro la crisi, scoppiata feroce nel giro di una manciata di settimane a mordere la struttura industriale della città. Lo farà il 21 novembre la Camera del Lavoro di Torino con un corteo nel centro. La Cgil ha rotto gli indugi e ha fatto bene a giudicare dall’applauso liberatorio con cui 2 mila delegati - riuniti ieri all’Arsenale della pace - hanno accolto la proclamazione da parte della segretaria Donata Canta.

A benedire la scelta - condivisa da Lombardia e Emilia - il segretario generale Guglielmo Epifani. Ascolta gli interventi dei delegati che chiedono lo sciopero generale e alla fine dice: «Capisco chi dice che dobbiamo dare un’unificazione a questo movimento con uno sciopero generale». E in qualche modo li rassicura: «Se il governo continuerà a fare errori, a mortificare il Parlamento, a non ascoltare i sindacati e ad escludere gli enti locali, noi abbiamo il dovere di andare avanti con la forza necessaria». A margine dell’attivo dei delegati, sollecitato a chiarire se e quando ci sarà la proclamazione, risponde secco: «A suo tempo decideremo tutto». Domani l’assemblea nazionale dei delegati lancerà le proposte della Cgil per fronteggiare la crisi. Mentre Epifani parla scorrono alle sue spalle le diapositive che fotografano una situazione che è passata nel giro di un mese o poco più dallo straordinario ai licenziamenti. Non meno di 35 mila lavoratori sono coinvolti dalla cassa integrazione che colpisce meccanici e chimici, edili e tessili. E’ arrivata la cassa in aziende, come la Skf, che non la usava da 16 anni o come la Powertrain Stura che non ne faceva da 12.

È arrivata dove fino a ieri si assumeva e dove oggi vengono lasciati a casa gli interinali e i contratti a termine come alla Azimut che vara barche milionarie. Sono almeno 2600-2700 i ragazzi, ma anche gli operai di 40 anni, a essere stati spazzati via dalla imprese. La crisi è arrivata a lambire Armani e Luxottica, Aurora e Benetton. La cassa dilaga - sono 400 le imprese che l’hanno chiesta - e si accompagna a situazioni drammatiche di chiusura di stabilimenti come la Michelin con 600 addetti, la Dayco con 470 mentre è in difficoltà acutissima la Pininfarina che sta per annunciare 700 esuberi.

La crisi nasce nell’automotive - le Carrozzerie di Mirafiori, ad esempio, sono ferme in queste prime due settimane di novembre tranne la linea della Mi.To - e si spande fino a inchiodare le porte di un centro di ricerca come quello della Motorola con i suoi 400 ingegneri superspecializzati che è stato un fiore all’occhiello dell’economia dell’immateriale. Persino Telecom ha 300 esuberi a Torino.

Ad oggi sono 40 i tavoli di crisi aperti presso la Regione Piemonte. In discussione c’è la possibilità di concedere gli ammortizzatori sociali per 15 mila lavoratori. La situazione è in continua evoluzione, purtroppo negativa: «Questa è solo la punta di iceberg di uno stato di crisi più profonda. Ci sono dati inquietanti sul nostro sistema economico», spiega la presidente.
Mercedes Bresso ripete più volte l’aggettivo «inquietante».

Del resto come si potrebbe definire una radiografia che evidenzia come un quarto delle imprese piemontesi - industriali, commerciali e dei servizi - con un fatturato annuo superiore a 100 mila euro è a rischio visto che presenta un bilancio negativo e debiti crescenti? E poi c’è una «bolla» che potrebbe esplodere a breve. Se i piemontesi sembrano aver sfangato la crisi dei mutui casa - «Le banche hanno spedito 2,5 milioni di lettere di invito a rinegoziare a cui ha aderito meno dell’1% dei destinatari», spiega ancora Bresso - potrebbero essere colpiti dai debiti legati al credito al consumo. In Piemonte c’è un’esposizione per otto miliardi di euro che spalmati su tutti i suoi abitanti portano ad un rosso pro-capite di 2000 euro, compresi neonati e anziani. «Ed è evidente che questo deprime ulteriormente la domanda», spiega la «zarina».

Che fare, allora? Domani mattina alle 8,15 nella sede della Giunta regionale ci sarà la prima riunione del tavolo regionale anticrisi a cui partecipano i rappresentanti delle associazioni bancarie, della Confindustria, dei sindacati e delle altre categorie produttive. Ieri la Regione ha stanziato 70 milioni per la ricapitalizzazione dei consorzi fidi. Venti milioni sono cash e dovrebbero portare almeno 400 milioni di liquidità al sistema economico regionale. Altri 800 milioni dovrebbero arrivare dal rimborso statale dell’addizionale Irpef e serviranno a pagare i fornitori, soprattutto in campo sanitario. La Giunta, poi, dovrebbe aumentare di 5/6 milioni le dotazioni del fondo di integrazione del reddito per le famiglie colpite dalla cassa integrazione. E poi il Piemonte vuole aprire una trattativa con il governo. Una partita dove la «zarina» troverà come alleati gli altri governatori.

La Stampa
Filipe da Silva
Filipe · 181 views · 1 comment
Bene, bravo ma scelgo un altro - L'ESPRESSO 20/10/2008
21 Oct 2008 
di Sabina Minardi


In Italia il merito non viene premiato. Nella scuola. Come pure nella vita professionale. In uno studio la diagnosi impietosa dei 50 migliori laureati italiani
Quell'estate passata sui test di Medicina per finire ammesso alla facoltà di Giurisprudenza. E quella volta che i compagni copiarono e presero per beffa un voto più alto. Il professore che dava 30 e lode a chi per tutto l'anno faceva sì dai primi banchi. E l'esame che era un terno al lotto solo per tenere alta la fama del docente.

Non è un paese per bravi. Lo sapevamo, ma ora arriva una nuova conferma. E non da sfaticati cronici inclini alle giustificazioni. Ma dai più bravi di tutti: i 50 migliori neolaureati italiani selezionati dalla scuola di specializzazione Alma Graduate School di Bologna, in occasione del Best 2008 (Bologna Experience for Superior Talents), l'iniziativa che assegna cinque borse di studio ai più talentuosi in assoluto. Ragazzi di 23-24 anni che il merito lo hanno visto riconosciuto e premiato. E che per questo hanno la credibilità necessaria a un resoconto ancora più disincantato.

Il risultato è l'indagine 'Il merito e le regole': fotografia di un'eccellenza di giovani, diversi per provenienza e per studi, concordi però sul fatto che il sistema formativo valorizzi poco o per nulla il merito. Che un mix di furbizia e accondiscendenza verso il docente siano più utili dell'effettiva preparazione. E che l'intero sistema dell'istruzione sia poco trasparente.

"Che in Italia il merito non sia un valore di riferimento è cosa nota", dice Massimo Bergami, docente di Organizzazione aziendale e direttore della Scuola: "Ma la situazione non è così generalizzata: ci sono ambiti nei quali la creatività, il talento, la capacità di innovare trovano il modo di imporsi. Nel sentire comune, tuttavia, il merito è poco valorizzato. Ed è necessario riportarlo al centro dell'attenzione. Servono regole chiare: se sono esplicite sin dall'inizio, fisse, tutto funziona. Ma se non ci sono, o sono troppe, o non trasparenti, è normale che si ricorra alle scorciatoie. Con un senso di ingiustizia per tutti".

Raccomandazioni, favoritismi, meccanismi baronali nella costruzione delle carriere. La cultura del compromesso si è fatta strada nella società. E ora i ragazzi ne affrontano la convivenza con un gigantesco realismo: contano le raccomandazioni? Decisamente sì per il 58 per cento. Il sapersi arrangiare? Altrettanto: dice l'86 per cento. Obbedire, per fare carriera? Moderatamente per il 28,6 per cento; molto per il 40 per cento; moltissimo per il 14,3 per cento. Nelle aziende sono preferiti criteri di selezione diversi dal merito? Sì, dice il 57 per cento. L'Italia, in generale, è orientata al merito? Per nulla, risponde il 35,7 per cento. Poco, insiste il 45,2.

"Dipende dalle università e dalle facoltà: ma le discriminazioni ci sono, e spesso", dice Alberto Grimod di Aosta, laureato in Ingegneria al Politecnico di Torino e tra i 5 premiati: "A me non è mai capitato di viverle, ma mi sento un'eccezione: i 'figli di', i raccomandati sono sempre favoriti. Del resto, lo vediamo nel mondo professionale: per perpetuare il potere, chi è al vertice assegna il lavoro senza tenere in gran conto il merito". L'83,3 per cento degli intervistati sottoscrive: dicendosi d'accordo sul fatto che l'attuale classe dirigente non abbia convenienza ad applicare il criterio del merito. "La meritocrazia non è conveniente", ribadisce Rita Contini, di Cagliari, laureata in Economia: "Ho visto riconosciuti i miei meriti. Ma ho l'impressione che un'esperienza così positiva non sia tanto frequente".

Tratto comune, la sensazione di privilegiati, in uno scenario generale di disfunzioni e malcontento. "Ci sono docenti con poca voglia di fare, difficilissimi da cacciare", racconta Silvia Piovesan, di Castelfranco Veneto, laurea in Economia a Venezia: "In più, i corsi sono troppo brevi per darci il tempo di individuare i più bravi insegnanti, e quelli che potrebbero essere per noi anche dei modelli umani".

"Io, anzi, ero il più ottimista", dice Francesco Tarantino, ingegnere informatico di Palermo: "Ma la maggior parte dei miei compagni era demoralizzata. Anche perché copiare nei compiti è un'abitudine diffusa. Si va all'esame tentando la sorte. Ci si presenta con cellulari, libri, fotocopie: al massimo, ti buttano fuori. Ma la punizione finisce lì. E poi è evidente la disomogeneità nei criteri di valutazione da università e università: dai bonus, che in certi casi valgono di più, ai criteri per la lode".

"È la cultura dell'approccio alla mafia buona", dice l'ex vicepresidente della Corte costituzionale Fernanda Contri, che ha partecipato alle giornate multidisciplinari del Best: "Un meccanismo contagioso, avvolgente. Con l'aggravante che non c'è atteggiamento negativo verso chi lo pratica. Le regole? Ci sono: a partire dalle garanzie della Costituzione di basi di partenza uguali per tutti. Solo che questi principi sono talmente disconosciuti da apparire privi di significato". Lo evidenzia l'indagine: il 70 per cento dice che le regole sono troppe, con troppe deroghe. Dunque, non uguali per tutti. "E non è chiaro come applicarle", interviene Pier Luigi Celli, direttore generale della Luiss di Roma: "Chi fa le regole non le pratica, anzi le adatta alle sue esigenze. E le progressioni di carriera avvengono in base a considerazioni diverse. I ragazzi, che vorrebbero essere onestamente valutati perché lo studio è per loro una forma di affermazione sociale, finiscono per nutrire diffidenza". "Non ho vissuto situazioni di ingiustizia", dice Maria Scopece, di Foggia, laureata in Scienze politiche: "Ma dall'università mi aspettavo di più. E anche se alla fine i voti sono stati gratificanti, è difficile dirsi davvero valorizzati".

"Non è detto, in effetti, che il criterio dei voti sia il più attendibile", nota Celli: "Il merito è la differenza tra sapere e non sapere, inventare progetti e realizzarli, ottenere risultati visibili: è la connessione tra quello che dici e ciò che davvero sai fare. L'esperienza insegna che percorsi di studi tormentati danno spesso frutti migliori di carriere limpide".

Beati saranno quelli che fanno ciò che vogliono? "Me lo chiedo sempre: il vero merito è avere tutti 30 sul libretto o aver finito, a colpi di 18, un percorso di studi che ha appassionato?", dice Paolo Pintus, laurea in Elettronica a Cagliari: "Ho avuto la fortuna di studiare con docenti giovani, provenienti da tutte le parti d'Italia, con grande voglia di fare. Il dramma è che molti vecchi non danno spazio ai giovani, se non ai nipoti".

Rassegnati? Non del tutto. Sanno, i nati tra l'83 e l'86, che dovranno contare su se stessi. Che l'asticella delle ambizioni dovrà abbassarsi. Che la crisi economica è un'occasione per ripensare le regole del gioco ("Lo sguardo sulla società è oggi più realistico e responsabile", dice Bergami: "Gli stessi dirigenti si lamentano della classe dirigente e ne prendono le distanze"). Che un'etica nuova potrebbe imporsi, a partire dai superstipendi: per anni la conferma del prestigio individuale. "Non mi aspetto di guadagnare moltissimo", dice Michael Grossmann, di Bolzano, laurea in Giurisprudenza a Trento: "Anche perché il merito si nutre di certi valori, non sposa il profitto a tutti i costi".

È il grande equivoco con il successo, spesso connesso a un'esposizione mediatica che i ragazzi riconoscono slegata dal merito. Il lavoro ideale? Più che uno sicuro, meglio uno interessante. Con buoni rapporti umani. E spazio per il tempo libero. "Bisogna insegnare che le carriere individualiste sono molto pericolose", dice Celli: "Sottolineare che la capacità di fare gruppo vale molto di più del capitale individuale. E trasmettere l'idea che non si può fare carriera puntando solo su una formazione specialistica, ma sempre di più, in futuro, investendo in fattori 'soft': cultura, convivialità, estetica". Il merito riprenderebbe a circolare.

(20 ottobre 2008)
Francesca · 1103 views · 7 comments
Identikit del curriculum per il lavoro dei sogni - Il Sole 24 Ore - 6/10/2008
08 Oct 2008 
Francesca Barbieri
Essere tra le migliori aziende, dove lavorare è un sogno, o comunque ai primi posti delle classifiche che misurano l' employer branding, di certo aumenta l'effetto calamita nei confronti di chi è alla ricerca di un lavoro. Capita così che American Express, la multinazionale delle carte di credito, piazzata al quinto posto del Great Place to work abbia visto aumentare di un terzo il numeri di candidature nel mese di pubblicazione della classifica che tiene conto dei migliori ambienti di lavoro: da 300 a quasi 400. Coca Cola Hbc di curricula ne riceve 40mila l'anno, Google addirittura 200mila (anche se il sistema raccoglie tutta l'Europa, l'Africa e il Medio Oriente), Vodafone 68mila. Numeri consistenti anche per le grandi aziende italiane: Eni inserisce in banca dati 50mila cv l'anno, Barilla 45mila, Enel 62mila, Ferrari 12mila.
Ma chi sono i mittenti di tutte queste candidature? Giovani senza dubbio, tra i 20 e i 30 anni, più laureati che diplomati (ma in alcune aziende è vero il contrario), in molti alla prima esperienza ma con le idee chiare su dove inviare il curriculum (anche se c'è sempre chi manda candidature a "pioggia"). Più donne o più uomini? È difficile dirlo, dipende dal settore in cui opera l'azienda.
Alla Fiat, per esempio, negli ultimi sette mesi sono arrivati oltre 50mila curricula, il 69% dei quali da candidati maschi. È bastato attivare l'area «Careers» sul del sito web del gruppo per registrare un picco di richieste. I primi a provare a "prenotare" un colloquio sono stati gli ingegneri, seguiti dai laureati in economia e dagli informatici. In prevalenza freschi di titolo, sono arrivati al portale navigando sulla Rete. Una conferma del fatto che ormai Internet è il canale privilegiato di chi cerca lavoro, soprattutto per i giovani. Tanto che da Procter&Gamble - la multinazionale che in Italia commercializza oltre 40 marchi per la cura della casa e della persona - il curriculum si manda solo online. «Ogni giorno continuiamo a ricevere una quindicina di candidature per posta ordinaria - spiega Francesca Guglielmi, responsabile della selezione del personale in Italia -: a tutti rispondiamo via mail indirizzandoli al link dove iniziare il processo di selezione». Dopo aver inserito alcuni dati personali, infatti, il candidato P&G è sottoposto a una raffica di 60 domande. Alla fine, a chi non ce l'ha fatta arriva il messaggio: «Spiacenti, non sei passato, puoi ritentare tra un anno». Gli altri vanno avanti con i test e i colloqui in azienda: su 20mila "aspiranti" in un anno, le assunzioni (precedute da stage) sono un centinaio. Anche da P&G arrivano in primis candidature di neolaureati, la metà dei quali in economia. Il sistema di recruiting online funziona bene pure da Ikea, il colosso svedese dei mobili low cost. «Nel periodo che precede nuove aperture - spiega il direttore delle risorse umane Alessandro Gallavotti - lanciamo una campagna di reclutamento sul posto». Il messaggio è chiaro: «Hai tempo 45 giorni per venire a lavorare con noi, manda subito il tuo curriculum dal nostro sito web». E di cv ne arrivano 45mila in un anno: il 55% sono donne, per lo più diplomate, tra i 24 e i 36 anni. «Molti sono anche gli studenti universitari - aggiunge Gallavotti - che si candidano a posti part-time». Nonostante la valanga di aspiranti dipendenti l'azienda fatica a trovare arredatori e manager e, comunque, alla fine gli assunti sono 500 l'anno.
Internet è il canale di raccolta privilegiato dei cv anche da Enel: 60mila candidature arrivano online mentre sono 2.500 quelle cartacee. Per ogni annuncio pubblicato l'azienda riceve fino a un centinaio di risposte e due sue tre arrivano da giovani alla prima esperienza.
Stesso trend da Eni che sebbene stia cercando esperti di gas&power, riceve l'80% di cv di neolaureati in ingegneria e di neodiplomati. Hanno già esperienza lavorativa invece quasi tutti i candidati di Barilla (sono il 77% del totale), ma si tratta comunque di giovani, con la categoria degli under 30 a farla da padrone. In linea anche Coca-Cola Hbc: il 62% dei candidati è già "rodato" e il 55% ha tra i 20 e i 30 anni. «Si tratta per lo più di diplomati - commenta la staffing manager Stefania Montesano - da cui attingiamo per l'area commerciale e la supply chain». Su 40mila candidature annue, gli assunti sono circa 400: uno su cento ce la fa.
A questo punto la domanda viene spontanea: «Che cosa se ne fanno le aziende di tutti questi curricula?» La risposta arriva da Vodafone, che riceve 68mila cv l'anno, nel 67% dei casi in risposta a propri annunci di lavoro. «Li archiviamo nella nostra banca dati - dice Giovanni Orestano, head of resourcing and learning -, che è consultata spesso prima di sviluppare nuove linee di business». Se la risposta non arriva subito, dunque, non tutte le speranze sono perse.


I numeri delle società
Vodafone

Curricula in un anno
68.000  Candidature mirate Il 67% dei candidati si propone per posizioni aperte dall'azienda. Il 65% del totale ha già avuto una precedente esperienza di lavoro
Laureati in maggioranza
I laureati rappresentano il 64% dei candidati: in primis laureati in ingegneria, economia e giurisprudenza. I diplomati sono il restante 36%
Enel
 Curricula in un anno 62.500  Prevalgono gli under 30 Sono il 70% i candidati con meno di 30 anni, le donne sono oltre il 30%, ma arrrivano a superare la metà se si escludono i ruoli tecnici
Oltre il 70% dal Centro Sud
Il 28% dei cv arriva dal Nord Italia, il 30% dal Centro e il 42% dal Sud. Il 45% dei candidati è laureato, in maggioranza alla prima esperienza
Fiat  Curricula in sette mesi 50.000
Appeal sugli uomini
Il 69% delle candidature arriva da uomini, le donne sono il 31 per cento. I candidati con esperienza sono il 45% del totale, gli altri sono neodiplomati o neolaureati
Molti laureati specialistici
I laureati specialistici sono il 41% del totale. L'area di studio maggiormente rappresentata è l'ingegneria, seguita da economia e informatica
Eni

Curricula in un anno
50.000  Boom di laureati Trentamila candidature arrivano da laureati, soprattuto in ingegneria. L'80% ha un'esperienza lavorativa inferiore ai due anni
Quasi la metà dal Nord
La provenienza geografica dei laureati vede prevalere il Nord (48%), seguito dal Sud (31%) e infine il Centro, da cui arriva il 21% dei cv)
Ikea
 Curricula in un anno 45.000  Donne e diplomati Il 55% dei candidati è rappresentato da donne. Il titolo di studio prevalente è il diploma di scuola superiore (70% del totale)
Autocandidature
Il 40% dei cv viene inviato spontaneamente. La provenienza geografica
vede prevalere il Centro-Sud (80% del totale)

Barilla
 Curricula in un anno 45.000  Molti graduati Il 66% dei candidati ha meno di 30 anni. Tra i titoli di studio è in netta prevalenza la laurea (82%): in vetta economia e i titoli scientifici
Tanta esperienza
Solo il 23% dei candidati è alla prima esperienza di lavoro, le donne sono il 54% del totale, mentre prevale il Sud come area di provenienza (45%)
Coca-Cola Hbc
 Curricula in un anno 40.000  Candidati «spontanei» Il 70% dei cv sono autocandidature, solo il 30% risposte ad annunci. Prevalgono gli uomini che
sono il 71% del totale

Cresce l'età
I candidati con più di 30 anni rappresentano il 44% del totale. Molti infatti hanno già una precedente esperienza di lavoro (il 62 per cento)
Procter&Gamble
 Curricula in un anno 20.000  Soprattutto giovani Netta è la prevalenza dei candidati dai 19 ai 24 anni, che rappresentano l'80% del totale e sono alla prima esperienza (nel 70% dei casi)
Dal Centro-Sud
L'area di provenienza del 70% dei candidati sono le regioni del Centro e del Sud Italia,
le donne sono oltre il 60 per cento del totale

Microsoft Italia
 Curricula in un anno 7.000  Risposte mirate Il 70 per cento dei cv arriva in risposta ad annunci di lavoro. Identica la percentuale di chi
ha già esperienza

Donne ai minimi
Il gentil sesso rappresenta solo il 25% del totale. Tra i titoli di studio «vince» la laurea: su tutte ingegneria e informatica
American Express
 Curricula in un anno 4.000  Molte risposte agli annunci Ogni annuncio di lavoro pubblicato riceve in media
tra le 100 e le 300 candidature. Le donne sono il 70 per cento.

Anche under 20

Le candidature degli under 20 rappresentano il 10 per cento del totale. La fascia tra i 20 e i 30 rappresenta la metà dei cv.

Francesca Lombardo

Francesca · 162 views · 2 comments
Fiat: joint venture indiana tra Magneti Marelli e UML
15 Sep 2008 
Magneti Marelli e Unitech Machines Limited hanno concluso un accordo per la creazione di una joint venture in India, finalizzata alla produzione di sistemi elettronici per autoveicoli. In base all'accordo, la nuova società sarà partecipata al 51% da Magneti Marelli e al 49% da Unitech Machines Limited. La joint venture sarà operativa entro il primo trimestre 2009.
Le attività industriali saranno localizzate presso Manesar - nel distretto industriale di Gurgaon, a circa 40 km a sud-ovest di New-Delhi, nell'ambito di un'area strategica per l'automotive dove Magneti Marelli è già presente con due joint venture dedicate rispettivamente alla produzione di centraline controllo motore e ai sistemi di scarico.
L'attività sarà mirata in particolare alla progettazione, produzione e assemblaggio di componenti elettroniche per autovetture, quali quadri di bordo, body electronics (centraline che sovrintendono al controllo delle principali funzioni della vettura) e dispositivi telematici.
Le attività della JV saranno rivolte ai carmakers locali e internazionali presenti nell'area del continente indiano.
Unitech Machines Limited è una realtà rilevante in India nell'ambito della componentistica per veicoli a due e quattro ruote e fa parte di Unitech Machines Limited Group, gruppo presieduto da Mr. V.K. Chhabra, operante in vari settori fra cui la generazione di energia, telecomunicazioni, macchinari e impianti.
Eugenio Razelli, Amministratore Delegato di Magneti Marelli, ha dichiarato: "Abbiamo concluso cinque joint venture in meno di un anno, in un mercato fondamentale come l'India, completando il nostro piano di localizzazione nel paese: è un risultat o importante che testimonia la nostra capacità di essere presenti nei mercati emergenti e la nostra flessibilità nel supportare i carmakers nelle aree produttive chiave per la loro attività globale. Abbiamo riprodotto nei principali
distretti industriali indiani dell'automotive, l'intero perimetro delle nostre attività, dal powertrain al lighting, dai sistemi di scarico agli ammortizzatori e ora, appunto, ai sistemi elettronici. Per questa quinta joint venture, abbiamo trovato in Unitech Machines il partner industriale ideale per sviluppare l'attività in un'area strategica come gli strumenti e l'elettronica, che comprende anche la telematica.

FTA Online News 12/09/2008 11.17 La Stampa online
Filipe · 241 views · Leave a comment

1, 2  Next page

Last Comment

Calendar

May 2012
SunMonTueWedThuFriSat
 << < > >>
  12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728293031  

Announce

Who's Online?

Member: 0
Visitor: 1

rss Syndication